Martedì, 17 Ottobre 2017
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Vino,​ Confagricoltura Toscana: ''La Regione chieda al Governo lo stato di calamità​''

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Colpizzi: “Bene la pioggia, ma gli animali continuano a fare danni: 20% della riduzione del raccolto colpa degli ungulati”

vendemmia650"Abbiamo chiesto alla Regione Toscana di intervenire presso il Governo con il riconoscimento definitivo dello stato di calamità, con la sospensioni degli oneri fiscali e previdenziali e la moratoria sui finanziamenti degli istituti di credito”. Lo ha detto Francesco Colpizzi, presidente federazione vitivinicola di Confagricoltura Toscana, alla luce di un riduzione nel raccolto del 30% , per una perdita stimata di 100 milioni di euro. Un calo che per il 20% è causato dagli animali che continuano ad asportare interi grappoli dai vitigni. A dare un sospiro di sollievo ai viticoltori toscani sono state però le piogge di questi ultimi giorni e l’abbassamento delle temperature.

“Queste piogge sono state utilissime - commenta Francesco Colpizzi - Il Sangiovese, il più diffuso in regione, è in grado di reagire benissimo. Ci aspettiamo un parziale recupero quantitativo e un ritrovato equilibrio. Le piante hanno ancora la superficie fogliaria attivissima e sono in grado quindi di portare a termine la maturazione fenolica”. Si preannuncia un’annata ottima, a dispetto delle prime stime che fermavano a “buona” la valutazioni dei vini. “Il 60% del Sangiovese deve ancora essere raccolto, ma non pensiamo che quello ottenuto fino ad ora non sia buono: è solo più concentrato e mostra leggeri squilibri tra la componente acida e quella alcolica. Adesso, invece - prosegue Colpizzi - l’abbassamento delle temperature nelle ore notturne, intorno anche a 15 gradi, è in grado di stimolare la sintesi degli aromi”.

Se il meteo aiuta, lo stesso non si può dire degli animali che continuano a provocare danni ingenti ai vitigni. “Siamo l’unica regione in Italia in cui la riduzione della quantità è causata anche degli animali - denuncia Colpizzi- Il 20% del calo totale è causato dalle asportazioni di ungulati. E’ un problema gravissimo a cui è necessario porvi rimedio al più presto”. E se qualche viticoltore ha limitato le perdit , per altri i danni sono irreparabili. Come per la tenuta Bossi di Pontassieve. che registra una perdita di ben l’80%. “Delle 46 vendemmie che ho fatto, questa è una delle peggiori - ha detto Bernardo Gondi -. La brinata tardiva di fine aprile ha fatto danni per due anni: gemme bruciate e, per un terzo dei vigneti, cordoni da rifare. Sarà un lavoro lungo e costoso che comprometterà anche la vendemmia dell’anno prossimo”.

A questo si aggiunge la siccità che ha danneggiato seriamente la vegetazione delle viti. “I grappoli sono leggeri, se non appassiti - continua - Andando avanti così rischiamo di avere grossi problemi con la copertura assicurativa per non parlare dei posti di lavori a rischio. Basti pensare che l’anno scorso la raccolta è durata un mese e mezzo, quest’anno in sei giorni abbiamo fatto tutto”.
 

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